Cara redazione di utileweb,
ti invio un' e-mail che riguarda la questione dei presunti brogli elettorali avvenuti nelle elezioni politiche del 2006. Andiamo con ordine. Ottobre 2005: viene varata in parlamento la tanto discussa legge elettorale che oltre al ritorno del sistema proporzionale riduce i membri della commissione elettorale da 6 a 4. Questi quattro potevano scegliere tutti gli scrutatori iscritti all'albo, senza sorteggio. L'obbligo di rappresentanza della minoranza non era più previsto per legge. I 4 membri erano imposti dalla maggioranza. Prima gli scrutatori erano sorteggiati: con la nuova legge li sceglievano direttamente i membri della commissione, tra quelli iscritti all'albo di ciascun comune. Peccato che in molti comuni il centrosinistra non avesse iscritto i suoi. A fine ottobre 2005 si scopre che l'Unione ha dimenticato di iscrivere i suoi scrutatori all'albo: i loro deputati dicono,cadendo dalle nuvole "non c'era stato un intervento in aula su questi temi" I rappresentanti di lista possono andare al seggio ma, con la nuova legge, non fanno lo spoglio. Se c'è la truffa, quindi, non se ne accorgono. Ancora, punto nodale, viene in quattro regioni considerate chiave per il voto (Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna) introdotto il voto elettronico. In queste quattro regioni dove l'anno prima alle regionali il centro-sinistra aveva registrato una netta vittoria, si assisterà ad un clamoroso ribaltone. E allora? Questo non vuol dire nulla. Però lascia pensare il fatto che l'appalto del suddetto scrutinio sia stato affidato a tre società non proprio di specchiata fama:la EDS, già coinvolta in florida nello scandalo elettorale e accusata di brogli, la TELECOM, si vedano le ultime vicende legate allo scandalo delle intercettazioni illegali, la ACCENTURE, dove lavora il figlio del ex ministro dell'interno. Questo in sintesi il contenuto della riforma. Procediamo con il racconto. Marzo 2006: tutti i maggiori istituti di sondaggio pronosticano la vittoria dell'unione sulla CDL con un margine di 5 punti, 10 Aprile 2006: alle ore 15.00 vengono diramati gli exit-poll che assegnano la vittoria all'unione sulla CDL con un margine di 5 punti. Ore 17:00: vengono divulgati i primi risultati elettorali che vedono una progressiva riduzione del distacco da 5 punti fino ad arrivare allo 0,47%. Il vantaggio che l'unione aveva al senato si dissolve e passa in vantaggio la casa delle libertà. Ritardi incomprensibili nello scrutinio delle schede non permettono la proclamazione del vincitore. Nella tarda notte l'unione con scrutinio ancora in corso si proclama vincitrice. L'indomani verrà reso noto il risultato definitivo. L'Unione vince con un margine definitivo di 24000 voti circa. La logica indurrebbe a riflettere su tutti questi dati e asserzioni. Secondo esperti quando c'è troppo margine tra gli exit-poll e il risultato definitivo, specialmente se si utilizza il voto elettronico, c'è un'alta percentuale che si siano commessi brogli elettorali. La rimonta della CDL sull'Unione appare troppo costante e inflessibile. Man mano che si andava avanti con lo scrutinio il distacco si riduceva da 5, a 4, a 3, a 2 , poi a 1 fino allo 0,47%. Ciò vuol dire che tutti i voti che venivano scrutinati andavano ad appannaggio della casa delle libertà. Molto improbabile dal punto di vista statistico e matematico. Altro dato; perchè mai il Presidente del Consiglio subito dopo il risultato definitivo aleggia lo spettro dei brogli elettorali e chiede il riconteggio delle schede bianche, proponendo alfine al Quirinale un decreto-legge per permetterlo? Forse qualcosa è andato storto e il colpo di coda non è riuscito? Ma un dato che sfida le leggi della statistica e della matematica è quello delle schede bianche. In tutte le regioni d'Italia il dato si è attestato all'1 o al 2%. Il numero delle schede bianche in tutte le elezioni della storia repubblicana si è sempre mantenuto costante, all'incirca un milione e mezzo,mentre in questa tornata elettorale si è arrivati a 400000. Può una maggiore partecipazione al voto giustificare questo dato? A quanto pare no. Al netto dei votanti all'estero gli elettori sono di meno:39.424.967 contro i 40.190.274 di cinque anni fa ma forse il fatto che più sorprende è che a Milano come a Roma e a Napoli il numero delle schede è pressoché lo stesso. Le probabilità di un dato simile cominciano ad essere ardue. Tutta queste serie di enunciazioni non dimostra l'avveramento di un broglio,ma induce a riflettere come i presupposti descritti ci si avvicinino,e a chiedersi come mai la statistica e la matematica abbiano fatto registrare dei casi puramente di "scuola". Se venissero accertati i fatti che ho descritto,si comprenderà che la democrazia è stata ancora una volta toccata nei suoi gangli fondamentali. La democrazia che deprechiamo in realtà non esiste poiché non abbiamo mai potuto conoscere nessuna forma di democrazia, semmai abbiamo conosciuto il supposto sistema democratico tramutatosi in oligarchia come diceva Mosca.
"Penso che il tipo di oppressione cui sono minacciati i popoli democratici non rassomiglierà nulla al dispotismo del passato...Quando provo a immaginare in quali sembianze il dispotismo apparirà nel mondo,vedo una folla immensa di uomini,tutti simili ed uguali,che girano senza posa su se stessi per procurarsi piaceri minuti e volgari di cui nutrono la loro anima. Ognuno di essi, considerato a sé, è come estraneo al destino di tutti gli altri:i figli e gli amici più vicini esauriscono per lui l'intera razza umana,e quanto al resto dei suoi concittadini egli è loro accanto e non li vede, li tocca ma non li sente. Al di sopra di questi si leva un potere immenso e provvidenziale,che si preoccupa da solo di garantire i loro piaceri e che veglia sulla loro sorte:un potere assoluto,insinuante,regolatore,preveggente e tollerabile...Questo potere provvede al loro benessere,ma esige di esserne il solo arbitro e l'unico agente;garantisce la sicurezza,prevede e soddisfa i bisogni,agevola i piaceri,dirige gli affari più importanti e le industrie, regola le successioni e divide le eredità:non può forse togliere la preoccupazione di pensare e la pena di vivere?...L'uguaglianza ha preparato gli uomini a tutte queste cose, li ha disposti a soffrirle e spesso a considerarle un vantaggio." Alexis de Tocqueville saluti,
Cesare Sacchetti
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