DISCARICHE - Nuova causa Italia davanti a corte UE
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sabato 03 febbraio 2007
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L'Italia finisce di nuovo sotto la lente d'ingrandimento dei giudici europei della Corte del Lussemburgo per la mancata applicazione di normative comunitarie sull'ambiente.
L'ultima in ordine di tempo tra le nuove cause introdotte, come segnala oggi la stessa Corte di giustizia, è riferita alla non corretta applicazione da parte dell'Italia di una direttiva del 1999 sulle discariche per ridurre le ripercussioni negative sull'ambiente, in particolare sulle acque superficiali, sulle acque freatiche, sul suolo, sull'atmosfera e sulla salute umana.
La normativa comunitaria disciplina la messa in discarica dei rifiuti e specifica le diverse categorie di rifiuti (urbani, pericolosi, non pericolosi e inerti) e si applica a tutte le discariche classificate in tre categorie: per rifiuti pericolosi, non pericolosi, inerti.
Gli Stati devono adottare i provvedimenti necessari affinché le discariche esistenti possano rimanere in funzione solo se applicano quanto prima le disposizioni della direttiva e ogni tre anni devono presentare alla Commissione una relazione in merito all'attuazione della normativa Ue. La Commissione, che ha aperto una procedura contro l'Italia in merito alla coerenza del decreto legislativo del 2003 con la direttiva, ritiene che la non conformità è il risultato del recepimento tardivo della normativa comunitaria e della particolare struttura di quest'ultima, la quale prevede due diversi regimi giuridici a seconda che ci si trovi in presenza di discariche preesistenti o di discariche nuove.
[fonte Ansa.it]
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