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lunedì 02 luglio 2007
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Dal 2008 gli incentivi per il solare termodinamico.Il Ministero dell'Ambiente ha predisposto, insieme a quello dello sviluppo economico la bozza di decreto interministeriale per prevedere un conto energia per il solare termodinamico. Lo ha riferito il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio a margine del convegno «Il ritorno di Archimede.
Il solare a concentrazione per un futuro rinnovabile». L'obiettivo - ha spiegato il Ministro - è di predisporre uno «strumento identico a quello spagnolo, per permettere alle imprese italiane di investire alle stesse condizioni di quelle spagnole. L'incentivo dovrebbe essere di 20-25 centesimi a Kw per 25 anni, cifra destinata a scendere intorno ai 21 centesimi a Kw fino alla fine della vita dell'impianto.
«La bozza di decreto intermisteriale è terminata - ha spiegato Pecorario Scanio - speriamo di uscire nel giro di qualche mese. Vorremmo che gli incentivi fossero disponibili nel 2008. Il Ministero - ha aggiunto - pensa anche ad incentivi diversi per le imprese che decidono di investire in Africa».
Gli incentivi non potranno partire finchè non saranno individuati gli impianti: finora hanno mostrato interesse, oltre la Calabria per cui la Regione ha già inviato la lettera di intenti, il Molise, la Puglia, la Sardegna (l'impianto potrebbe sorgere a Ottana) la Basilicata e la Sicilia. A questo punto però, serve l'intervento delle imprese: «noi facciamo il decreto - ha dichiarato Pecoraro Scanio, ma ci aspettiamo il sostegno del mondo imprenditoriale italiano.
Ci chiedono sempre vecchi sussidi, ma noi facciamo iniziative nuove e vorremmo che gli imprenditori compissero uno sforzo per cose nuove». «Muoviamoci - ha invocato il Ministro - abbiamo bisogno di grandi soggetti; colossi come l'Enel dovrebbero progettare qualcosa come ha realizzato Siviglia, dovrebbero essere in grado di investire nell'innovazione. Dal punto di vista delle amministrazioni locali c'è molta richiesta e anche in Africa sono interessati: ho già parlato con il Ministro tunisino e Terna ha progettato la connessione elettrica con la Tunisia. Vi è una grande occasione per investire: il Governo cercherà di dare certezze e le istituzioni locali garantire procedure veloci».
Secondo gli studi dell'Enea e dell'Enel, che hanno lavorato insieme al progetto Archimede, il solare termodinamico, che consente di produrre calore ad alta temperatura mediante sistemi solari a concentrazione, presenta numerosi vantaggi dal punto di vista della convenienza economica, dei tempi di costruzioni dell'impianto, dell'uso efficiente dell'energia e del rispetto dell'ambiente. Una volta che i sistemi di captazione e accumulo dell'energia solare verranno prodotti su scala sufficientemente grande, la produzione di calore ad alta temperatura (550°) potrà essere fatta, in località ad elevata insolazione, ad un costo di circa 2 euro/GJ, non superiore a quello previsto per il gas naturale e il petrolio.
Grazie alla semplicità progettuale, un impianto può essere realizzato in circa 3 anni, la sua vita attesa è di 25-30 anni (estendibile apportando dei miglioramenti), lo smantellamento finale è semplice ed economico e il terreno dell'impianto è riutilizzabile senza limitazioni. «Il solare termodinamico - ha spiegato Rubbia - è facile e tecnicamente fattibile in tempi brevi». La presenza dell'accumulo permette poi l'erogazione di energia termica su richiesta, indipendentemente dall'ora. La tecnologia è fortemente modulare e può soddisfare esigenze diverse: può essere utilizzata sia in impianti di taglia elevata (dell'ordine dei 1.000 MWe), connessi con la rete elettrica, sia in impianti più piccoli (di pochi MWe) per comunità isolate.
I sistemi a concentrazione, grazie all'elevata efficienza di captazione e di stoccaggio, richiedono superfici 2 o 3 volte inferiori rispetto ai sistemi fotovoltaici, a parità di energia elettrica prodotta. «Solare termodinamico e fotovoltaico non sono in contrasto o in competizione - ha spiegato Rubbia - ma vanno utilizzati insieme; uno è centralizzato e l'altro offre un'energia distribuita, abbiamo bisogno di entrambi».
Infine, gli impianti solari producono energia senza emissioni nè inquinamento. Non impiegano materiali tossici, infiammabili o altrimenti pericolosi, nè costituiscono una sorgente di rischio o di altri fastidi (ad esempio rumore) per le popolazioni residenti nelle loro vicinanze. «I cambiamenti climatici pongono l'urgenza di una svolta a 180° - ha concluso Rubbia - Il passaggio dalle fonti fossili a qualcosa di nuovo e di pulito è inevitabile se vogliamo un mondo migliore». [fonte La Stampa]
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