In Abruzzo corteo contro il centro oli
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venerdì 16 novembre 2007
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Domani manifestazione a Pescara per ribadire la volontà di bloccare il progetto di Eni. Che condannerebbe un'intera regione e rinunciare a una decennale vocazione vitivinicola. In piazza ambientalisti, agricoltorie comuni della zona.
La lotta continua. Dopo l'approvazione della variante al Prg votata in consiglio comunale il 25 settembre scorso, non si ferma la battaglia di chi dice no al centro oli sulla costa abruzzese. Domani si terrà una manifestazione a Pescara per ribadire la volontà di bloccare un progetto che condannerebbe un'intera regione e rinunciare a una decennale vocazione vitivinicola, in favore di qualche pozzo di petrolio e poche decine di posti di lavoro.
«L'Abruzzo deve caratterizzarsi come regione verde d'Europa – dice Luigi Tiberio del Comitato NaturaVerde che fin dalla prima ora ha organizzato una mobilitazione contro i progetti della società petrolifera – deve valorizzare le risorse del territorio come l'agricoltura e i parchi ». E proprio dai parchi potrebbe venire la soluzione. Oggi è infatti stato presentato in Consiglio Regionale un disegno di legge che, sulla falsa riga della legge elaborata dalla Regione Sicilia per proteggere l'area di Noto dalle mani dell'Eni, propone una tutela speciale del territorio abruzzese in quanto regione dei parchi. «Bisogna che l'Abruzzo Regione verde d'Europa smetta di essere solo uno slogan e diventi la realtà » continua Tiberio.
Intanto la regione ha chiesto la Valutazione di impatto ambientale per le nuove perforazioni che l'Eni sta effettuando nella zona. Oggi una delegazione del comitato del no ha incontrato il capo della segreteria tecnica del Ministero dell'Ambiente che ha sottolineato l'importanza di questa richiesta per mettere un freno o quanto meno rallentare le operazioni dell'Eni.
«Trivellazioni e sondaggi rischiano di trasformare l'Abruzzo in un colabrodo – dice ancora Tiberio - e confermano i nostri timori: nei progetti della multinazionale del petrolio c'è di aprire altri pozzi, di prendere tutto ciò che c'è da prendere dal sottosuolo abruzzese ». Uno degli elementi più controversi della questione è infatti l'assoluta mancanza di trasparenza da parte dell'Eni rispetto ai propri piani industriali sulla regione. «Non hanno mai detto con chiarezza cosa hanno intenzione di fare sul nostro territorio, qual è la strategia di insediamento » ha detto Amedeo D'Addario ex consulente del Comitato Tecnico della Regione e coautore delle più importanti leggi regionali sui parchi e la tutela territoriale.
Domani scenderanno in piazza, tra gli altri, gli imprenditori agricoli della zona, Legambiente, Wwf, Coldiretti, Confagricoltura e i principali comuni della zona che si sono più volte pronunciati contro la realizzazione del centro oli. In attesa del 6 dicembre, quando il Tar dovrebbe accettare il ricorso presentato contro la variante al Prg e dare la sospensiva.
[fonte lanuovaecologia.it]
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