Strano imprevisto per l'Esperanza: in navigazione da giorni nelle gelide acque dell'Oceano Meridionale per intercettare e ostacolare la flotta baleniera del Giappone, la nave di Greenpeace riceve, proprio da una delle navi giapponesi - la Nisshin Maru - un SOS!
La situazione sulla Nisshin Maru è critica: a bordo della nave è scoppiato un grave incendio, un membro dell'equipaggio è disperso e ci sono mille tonnellate di carburante che rischiano di finire in acqua e raggiungere, in poco tempo, la maggiore colonia di pinguini di Adelia al mondo.La nave di Greenpeace si mette subito a disposizione e si offre per compiere una prima valutazione del potenziale impatto ambientale. Il governo giapponese rifiuta l'aiuto dei nostri attivisti, definendoli "terroristi".
L'unico atto di terrorismo risiede, in realtà, nel rifiuto ostinato di un soccorso che eviterebbe una tragedia umana e ambientale. L'Esperanza potrebbe raggiungere la nave danneggiata in meno di 24 ore e rimorchiarla in porto, mentre qualsiasi altra nave impiegherebbe diversi giorni. Il capitano dell'Esperanza, Frank Kamp, possiede, inoltre, dieci anni di esperienza nel recupero di navi in difficoltà: è l'uomo giusto al momento giusto.
Il Trattato Antartico impone alla Nisshin Maru di accogliere l'intervento dell'Esperanza. La Nuova Zelanda ha già chiesto al Giappone di accettare ogni aiuto disponibile. Greenpeace ha preso contatto con il ministero degli Affari Esteri italiano per chiedere che anche il nostro paese - membro del Trattato Antartico - faccia pressione sul governo giapponese.
La nave di Greenpeace continuerà a navigare in direzione della Nisshin Maru. È un obbligo morale e legale. Questa tragedia dovrebbe segnare la fine di un commercio terribile, quello della carne di balena, venduta a dispetto dei gusti dei giapponesi, che non la comprano! Il governo di Tokyo dovrebbe investire meglio il denaro dei contribuenti: costruire un'altra nave per fare a pezzi le balene sarebbe vergognoso. E contrario a ogni logica di mercato.
[fonte Greenpeace]