Pausa toilette al Tribunale: ma la carta è quella di casa
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sabato 02 febbraio 2008
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Il Palazzo di Giustizia non paga i fornitori. L'azienda blocca il servizio: giudici, avvocati e burocrati sono costretti a portare rotoloni, documenti e dossier «Il n’y a plus de papier». A chiare lettere il Tribunale di Bruges, cittadina fiamminga nel nord del Belgio, ha informato funzionari, giudici e avvocati che dal giorno successivo avrebbero dovuto attrezzarsi «da sè» per non farsi mancare nulla in ufficio. Letto il messaggio, i burocrati del Palazzo di Giustizia fiammingo sono tornati a casa, e, buttato l'occhio in armadi prima aperti solo da colf e domestici, hanno iniziato a pensare come equipaggiarsi per il futuro. Oltre a documenti, dossier e timbri vari, cancellieri e legali sono stati avvisati che avrebbero dovuto, dal giorno successivo, portare con sè anche rotoli di carta igienica. Pena la rinuncia alla pausa toilette. L'amministrazione del Tribunale, a quanto pare, è in ritardo con i pagamenti dei fornitori di prodotti per la pulizia. Così l'improbabile azienda ha tagliato la morbida fornitura, salvo cambiare idea in fretta, e ha sfoderato uno «stock di urgenza»: una ventina di rotoli per le impellenze, e per dare il tempo a legislatori e magistrati di far spazio ai disagevoli rotoli nelle loro 24ore di pelle. Fiumi di imbarazzanti polemiche hanno seguito la notizia nei corridoi del Palazzo di Giustizia. Lunghe conversazioni, per dirla con Peter Seller, che nel celebre film «A cena con delitto» ricordava che «alla lunga» possono irritare «come la carta igienica fatta con carta vetrata». [fonte lastampa.it]
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