I costi dei conflitti degli ultimi 15 anni nel continente superano i 284 miliardi di dollari Duecentoottantaquattro miliardi di dollari: è questa l'esorbitante cifra che sarebbero costate le guerre africane degli ultimi 15 anni, secondo un rapporto redatto dalle organizzazioni Oxfam, Saferworld e International Action Network on Small Arms e reso pubblico oggi. Una cifra che, secondo i relatori del rapporto, avrebbe potuto risolvere l'emergenza Aids nel continente, o permesso di costruire migliaia di strutture quali scuole e ospedali. Dato ancora pià preoccupante, il costo della guerra avrebbe superato il valore degli aiuti ricevuti dall'Africa nello stesso periodo. Dati che fanno riflettere, e che fanno comprendere come le guerre abbiano contribuito a ritardare lo sviluppo dell'Africa nei confronti degli altri continenti emergenti. Secondo il rapporto, intitolato “Africa's Missing Billions”, tra il 1990 ed il 2005, 23 Paesi avrebbero vissuto sulla propria pelle la guerra. Conflitti costati 18 miliardi di dollari all'anno, secondo una stima al ribasso, come precisano i ricercatori che hanno contribuito alla redazione del rapporto. Il quale non tiene conto dei danni che le varie guerre hanno provocato nei Paesi confinanti, in termini di instabilità, flusso di profughi e riduzione degli scambi economici. E' quindi molto probabile che i veri costi siano molto più alti.
Se comparate con le nazioni in pace, quelle in guerra hanno fatto registrare, in media, un aumento del 50 percento nelle morti infantili, il 20 percento di analfabetismo in più e una diminuzione di cinque anni nell'aspettativa di vita. Ancora più gravi i dati economici, dai quali emerge che le economie dei Paesi in guerra si sarebbero contratte in media del 15 percento, rispetto alle performance previste in caso di pace. L'esempio più lampante è quello della Guinea-Bissau dove, a causa della guerra civile del 1988/9, l'economia è regredita del 5 percento invece di crescere del 10. Casi simili si sono registrati in Ruanda durante il genocidio e a causa del conflitto in Burundi.
Ma se nessuno potrà mai compensare le popolazioni per i danni enormi provocati dalle guerre africane, per il futuro l'Onu sta studiando un trattato sul commercio di armi che ne ostacoli il contrabbando: secondo il rapporto, infatti, il 95 percento dei kalashnikov “protagonisti” delle guerre africane proveniva dall'esterno del continente. Il compito delle Nazioni Unite non si preannuncia facile, anche perché alcuni membri del Consiglio di Sicurezza si sono già dichiarati scettici sul monitoraggio del commercio di armi.
di Red
[fonte peacereporter.net]
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