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La Gladio di Bush

domenica 17 febbraio 2008

Un'organizzazione pubblica ma protetta dal segreto, con oltre 23.000 membri selezionati nell'élite politica-economica del Paese che godono di informazioni riservate sui rischi di un attacco terroristico, lavorando in collaborazione con l'Fbi. E che, come ha rivelato uno dei suoi iscritti, in caso di proclamazione della legge marziale hanno licenza di uccidere per proteggere le loro proprietà. Si chiama InfraGard, e se non l'avete mai sentita è perché fino a qualche anno fa non superava il migliaio di iscritti. Ma dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 è diventata una struttura semi-massonica con ramificazioni in tutti gli Stati Uniti, e rappresenta oggi una prima linea di difesa degli Usa ai tempi della guerra al terrorismo.

La struttura. Per quanto abbia anche un sito (http://www.infragard.net/), l'esistenza dell'organizzazione è stata portata alla luce da un'inchiesta di Matthew Rotschild, direttore della rivista The Progressive, che da anni segue le vicende che rispecchiano l'erosione dei diritti civili e la cultura del sospetto successive al “giorno che ha cambiato il mondo”. Secondo il sito ufficiale, “Infragard è una collaborazione tra l'Fbi e il settore privato. Le sezioni di InfraGard sono collegate geograficamente con gli uffici territoriali del bureau”. Fondata nel 1996 come strumento di cooperazione contro le minacce informatiche, la rete è ora una struttura divisa per settori – dall'industria alla finanza, dalle telecomunicazioni ai trasporti – e che ospita al suo interno, come rivela orgogliosa sul suo sito, rappresentanti di 350 tra le 500 corporation più ricche del mondo, secondo la classifica stilata dalla rivista Fortune. Per farne parte, un aspirante affiliato deve essere presentato da qualcuno che è già dentro.

Segretezza e licenza di uccidere. Il funzionamento di InfraGard non viene rivelato all'esterno come succede per altre organizzazioni pubbliche, sotto le garanzie del Freedom of Information Act. Intervistando membri rigorosamente anonimi, Rotschild ha però scoperto che gli affiliati alla struttura ricevono aggiornamenti quotidiani su minacce sia interne sia esterne al territorio nazionale. In una riunione InfraGard dell'agosto 2005 il direttore del Fbi Robert Mueller chiese ai presenti di contattare il bureau se “avessero notato attività sospette o eventi insoliti”. E i membri di InfraGard sono istruiti sul come prepararsi a una situazione in cui è in vigore la legge marziale, con esercitazioni di sicurezza. “Ci assicurarono che se fossimo stati costretti a uccidere qualcuno per proteggere le nostre infrastrutture, non ci sarebbero state ripercussioni. Mi venne la pelle d'oca”, ha detto un membro intervistato da Rotschild.

Le critiche. Jim Lippard, un membro di InfraGard da anni, nel suo blog ha criticato l'inchiesta di The Progressive parlando di “isteria completa sul fascismo e la legge marziale”, definendo “senza senso” le conclusioni di Rotschild e facendo notare che l'Fbi non ha il potere di garantire l'immunità a chicchessia. Ma la cerchia ristretta dell'InfraGard e le possibili violazioni della privacy sono da tempo oggetto di preoccupazione anche dell'American Civil Liberties Union. “Ci sono prove secondo cui InfraGard è praticamente un 'sistema di informazioni e di prevenzione del terrorismo', che fa diventare aziende del settore privato – alcune delle quali potrebbero essere nella posizione di osservare le attività di milioni di clienti – in occhi e orecchi sostitutivi per l'Fbi”, scrisse l'Aclu nel 2004.

In eredità al prossimo presidente. Secondo Rotschild, Infragard è destinata a durare, anche dopo il cambio di inquilino alla Casa Bianca dal prossimo gennaio. “Non sono per niente fiducioso sul fatto che, anche se un democratico dovesse vincere le elezioni, le nostre libertà civili sarebbero ripristinate, o che InfraGard sarebbe ridotta”, spiega a PeaceReporter. “Bush ha ampliato i poteri dell'esecutivo, e temo che chiunque li erediterà se li terrà ben stretti. E poi, InfraGard è nata durante gli anni di Bill Clinton, quindi non credo che Hillary o Obama la smantellerebbero”.


di Alessandro Ursic

[fonte peacereporter.net]




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