E Ministro della Giustizia
On.le Prof. Romano Prodi Oggetto: nomine Ministro della Giustizia-Scuola della Magistratura di Benevento
Alcune recenti vicende emerse nella gestione del Ministero della Giustizia destano viva preoccupazione. Mi riferisco alle delicate nomine dei componenti del Comitato direttivo della Scuola della Magistratura di pertinenza del Ministro della Giustizia.
Già nei mesi passati, in occasione dell’esame delle modifiche alla disciplina istitutiva della scuola, avevo lanciato ripetutamente – inascoltato – un grido di allarme sui rischi che si adombravano dietro modifiche normative, così tenacemente sostenute dal Ministro della Giustizia dell’epoca, che palesavano il rischio di possibili condizionamenti della autonomia della magistratura: se persino l’istituzione di formazione della futura generazione di magistrati e di aggiornamento dell’intera categoria, non solo inopinatamente trova sede nel medesimo collegio elettorale prediletto dal Ministro della Giustizia di turno, ma vede il suo organo collegiale direttivo dominato, in virtù della preponderanza numerica, dai componenti designati direttamente dallo stesso Ministro, evidentemente sono chiare oltre ogni dubbio le manipolazioni di intangibili precetti costituzionali.
Le mie preoccupazioni sono rimaste inascoltate, ma gli sviluppi successivi ne stanno puntualmente dimostrando la gravità. Gli eventi degli ultimi giorni (anzi, dell’ultimo giorno) di permanenza in carica del precedente Ministro della Giustizia avvalorano questa preoccupazione. Infatti, apprendo che tra i nominati all’interno del Comitato direttivo della Scuola di Magistratura figurano anche un magistrato della stessa Procura della Repubblica che ha avviato indagini sul medesimo Ministro, nonché l’avvocato difensore della consorte (come è noto, destinataria di provvedimenti cautelari richiesti dalla stessa Procura della Repubblica). Anche l’ulteriore componente nominato è il preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università del medesimo collegio elettorale prediletto dall’ex Ministro.
Non dubito della professionalità di tutti i componenti del Consiglio direttivo nominati in extremis (trattandosi di uno degli ultimissimi atti adottati dal Ministro dimissionario), ma mi chiedo se sia opportuno avallare un provvedimento di questa natura, non fosse altro che per l’alone di opacità che lo circonda.
Non vorrei che un atto di così elevata rilevanza istituzionale, quale la configurazione degli organi direttivi dell’istituzione deputata alla formazione e all’aggiornamento costante dei magistrati italiani, fosse quantomeno avvertito come un possibile scambio clientelare a danno dell’indipendenza della magistratura.
La Tua nota e profonda sensibilità istituzionale e politica mi fa auspicare che vorrai prontamente adottare tutti i provvedimenti amministrativi occorrenti per verificare come stiano realmente le cose.
Antonio Di Pietro
[fonte antoniodipietro.it]