Campania, indagini sul sangue
|
|
|
|
mercoledì 02 gennaio 2008
|
Da febbraio saranno prelevati campioni di sangue a 780 persone e il latte materno di 50 donne in 13 Comuni delle province di Napoli e Caserta. Partirà così Sebiorec, sigla di "Studio epidemiologico bomonitoraggio Regione Campania", promosso dalla Regione al fine di analizzare il contenuto di diossine e metalli pesanti. La lista delle persone coinvolte sarà composta casualmente, in modo proporzionale alla popolazione locale, in una fascia di età che va dai 20 ai 64 anni e in Comuni scelti per diverso livello di rischio ambientale.
Lo studio sarà realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione di Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), Osservatorio Epidemiologico, Registro Tumori presso Asl Napoli 4 e di cinque tra le Aziende Sanitarie Locali della Regione Campania.
A causa dell'allarme per l'inquinamento da rifiuti la Protezione Civile aveva già finanziato una indagine epidemiologica in Regione Campania, realizzata da Oms, Iss e Cnr, che ha consentito di identificare le aree a maggiore rischio per l'ambiente e per la salute.
«Si tratta di informazioni indispensabili per verificare se il livello di contaminazione ambientale abbia aumentato davvero l'esposizione della popolazione e per capire i rischi che ciò può determinare - spiega Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca dell'Ifc-Cnr di Pisa - È dunque un’indagine non sulla salute ma sul livello di esposizione pregressa o recente a contaminanti pericolosi la cui presenza è riconosciuta nell’ambiente, che prevede anche un questionario sulle abitudini di vita e di lavoro, indispensabile per capire i dati ottenuti».
I risultati di questo tipo di ricerche sono importanti anche per programmare interventi di riqualificazione e protezione ambientale, come le bonifiche, e di prevenzione di malattie, che a questo punto si rendono urgenti. «Questo tipo di ricerca - aggiunge Bianchi - è una delle diverse attività per la costruzione di un sistema di sorveglianza ambiente-salute permanente, in grado di dare a cittadini ed amministratori una corretta misura dei rischi, che serva come guida per identificare le priorità di intervento».
I contenuti specifici dello studio, le modalità e il valore dei risultati per la popolazione saranno presentati in riunioni apposite con i medici di base, gli amministratori e le comunità locali.
[fonte lanuovaecologia.it]
Lascia il primo commento! | | |