Il Tribunale di Roma (Sezione IX civile, specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale) ha accolto le istanze proposte dall'Autorità Garante per la protezione dei dati personali nel procedimento promosso dalla Peppermint e dalla Techland contro la Wind, con la quali chiedevano di ottenere i nomi di numerosi utenti di reti p2p. La lettura del provvedimento (vedi sotto), che Altroconsumo mette a disposizione sul proprio sito web, elimina ogni dubbio in merito alle motivazioni che hanno determinato la sonora sconfitta dei titolari dei diritti e la vittoria degli utenti. Nuova puntata, dunque, della vicenda che vede come protagonista la società discografica Peppermint, che nelle scorse settimane ha fatto pervenire una "intimidatoria" missiva nei confronti di alcuni utenti della rete (tra cui alcuni nostri soci), accusandoli di aver scaricato e messo in condivisione (attraverso una piattaforma di Peer2Peer) alcuni file coperti da diritto d'autore. Così come avevamo sostenuto con il nostro primo maxi reclamo, anche l'Ordinanza del Dr. Costa del Tribunale di Roma conferma, senza ombra di dubbio, che la Logistep (la società svizzera incaricata di raccogliere i dati) ha trattato illecitamente i dati di migliaia di utenti, facendosi ingiustificatamente schermo dell'art. 24 del Codice privacy e che, pertanto, questi dati (gli IP degli utenti) non avrebbero dovuto essere utilizzati in alcuna sede, compresa quella giudiziaria. Si tratta certo solo di un provvedimento cautelare, che inverte però nettamente la tendenza rispetto a quelli sinora resi dallo stesso Tribunale di Roma, con i quali erano stati accolti i ricorsi della Peppermint. Tutto questo fa ben sperare per l'esito del primo maxireclamo già presentato al Garante da Altroconsumo a tutela dei moltissimi utenti che si sono rivolti alla nostra casella email
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per chiedere di essere tutelati, così come per il secondo maxireclamo che depositeremo entro breve. Peppermint & C. sono avvertiti: a tutti coloro che ne faranno richiesta, continueremo a fornire gratuitamente un avvocato che li patrocinerà davanti al Garante della privacy. Continuiamo a ritenere che il caso Peppermint sia un esempio concreto della necessità ormai urgente di una modifica legislativa della legge sul diritto d'autore: è necessario che siano finalmente contemperati equamente anche i diritti e gli interessi dei consumatori e della loro privacy oltre che quelli dei detentori della proprietà intellettuale. [fonte altroconsumo.it]
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