Mafia, sequestrati i beni della Calcestruzzi
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sabato 02 febbraio 2008
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 Il gip del tribunale di Caltanissetta ha ordinato il sequestro della Calcestruzzi spa. Il provvedimento è stato chiesto dal procuratore aggiunto di Caltanissetta, Renato Di Natale, e dal pm della Direzione distrettuale antimafia, Nicolò Marino. I carabinieri e la guardia di finanza hanno eseguito il provvedimento, che riguarda beni materiali e immobili della Calcestruzzi e il suo capitale sociale, e ancora le strutture informatiche in uso dalla società. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 600 milioni di euro. Il provvedimento fa parte dell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato stamani in carcere l'amministratore delegato della società di Bergamo, Mario Colombini. I pm hanno firmato decreti di perquisizione nella sede legale della Calcestruzzi spa a Bergamo, e poi nelle altre sedi di Moncalieri (To), Arese (Mi), Limena (Pd), San Damaso (Mo), Castelfidardo (An), Roma, Salerno, Taranto, Palermo e Quartu S'Elena (Ca). Carabinieri e Guardia di finanza hanno sequestrato 250 stabilimenti di betonaggio, 23 cave, 21 impianti di selezione di inerti ed un considerevole numero di mezzi di trasporto. La creazione di fondi neri, la produzione di calcestruzzo di qualità inferiore a quella richiesta per la realizzazione di opere pubbliche e le collusioni con la mafia, sono alcuni dei punti sui quali si basa l'accusa con la quale stamani il gip di Caltanissetta ha ordinato l'arresto di quattro persone, fra cui l'amministratore delegato di Calcestruzzi spa, Mario Colombini. A causa del calcestruzzo "depotenziato", secondo gli inquirenti, vi potrebbe essere pericolo strutturale e di durabilità in alcune opere realizzate. Nei mesi scorsi per questa motivazione il gip aveva ordinato il sequestro del nuovo palazzo di giustizia di Gela, il Porto Isola-Diga Foranea di Gela, la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Braemi e lo svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A20 Palermo-Messina. Controlli vengono disposti anche su opere edili, realizzate in altre regioni, con il calcestruzzo fornito dalla società bergamasca. «Non ci resta che attendere l'accertamento rigoroso di tutte le responsabilità» ha detto Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria siciliana, commentando gli arresti e il sequestro dell'azienda. «Credo che il gruppo - ha aggiunto Lo Bello - dovrà accelerare quel passo positivo che aveva intrapreso, cioèé la nomina dei tre saggi, persone autorevolissime, per individuare le regole di governance, ovvero quelle procedure di gestione che tutelassero l'azienda dalle infiltrazioni mafiose». [fonte lanuovaecologia.it]
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