MILANO (Reuters) - La Guardia di Finanza ha sequestrato questa mattina 119 contatori del gas su ordine della procura meneghina, che sta indagando sull'ipotesi di una truffa ai danni dei consumatori per bollette "gonfiate" da contatori malfunzionanti. Lo riferiscono fonti giudiziarie. I contatori sequestrati appartengono, secondo la fonte, a case situate nel comune di Bussero, in provincia di Milano, e costituiscono un campione giudicato rappresentativo in base a criteri di installazione, anno di costruzione e modello. Prove eseguite in precedenza su un altro gruppo di contatori da consulenti della procura "hanno evidenziato un errore possibile medio pari al 6%, con punte superiori al 10%, a sfavore dell'utente", si legge nel decreto di sequestro. Al fine di verificare l'attendibilità di queste prime prove, ora la procura ha ritenuto necessario sequestrare altri contatori. L'inchiesta, guidata dai pm Sandro Raimondi e Maria Letizia Mannella, è in corso da più di tre anni, ma i nuovi sviluppi sono stati rivelati oggi dal quotidiano Repubblica, che ha stimato che di vecchi contatori malfunzionanti ce ne sarebbero ancora circa 5 milioni sparsi nelle case italiane. Secondo il quotidiano, sarebbero circa 500 milioni i metri cubi di gas pagati alle aziende ma mai erogati ai consumatori. CODACONS MINACCIA CLASS ACTION Alla luce dell'inchiesta della procura, il Codacons, associazione di consumatori, ha annunciato oggi la presentazione di una class action contro le aziende fornitrici di gas e di volersi costituire parte civile nel processo. "L'associazione annuncia la costituzione di parte civile nel procedimento per consentire ai consumatori di ottenere il rimborso delle maggiori somme pagate e prepara una class action contro le società che saranno considerate responsabili nel procedimento penale", si legge in un comunicato diffuso da Codacons. L'associazione di consumatori ha anche annunciato di aver presentato un esposto all'Autorità garante del Gas affinché i contatori vengano rottamati dopo 20 anni e ha invitato tutti gli utenti con contatori vecchi, clienti delle società coinvolte nell'inchiesta, "a conservare le bollette del gas ed inviare al proprio gestore una raccomandata nella quale si chiede il rimborso delle erogazioni conteggiate e mai effettuate per gli ultimi cinque anni". Dal canto suo, Italgas, una delle aziende coinvolte nell'inchiesta, ha declinato ogni responsabilità, confermando la precisione dei suoi conteggi ed esclude qualsiasi truffa. "Italgas conferma l'assoluta correttezza delle procedure di misurazione ed esclude qualsiasi truffa a carico dei consumatori finali", si legge in una nota diffusa nel pomeriggio. Sulla stessa linea anche Snam Rete Gas che in serata ha fatto sapere in una nota di non aver alcun tipo di rapporto, né tecnico, né commerciale con il consumatore finale, effettuando solo il trasporto del gas naturale attraverso la rete di gasdotti ad alta pressione. La procura di Milano sta conducendo da più di tre anni un'inchiesta -- che vede una decina di indagati tra i quali vertici di Eni, Aem, Snam Rete Gas e Italgas -- sulla presunta manomissione di misuratori venturimetrici, strumenti che calcolano la portata dei flussi di gas all'origine della distribuzione. Alla notizia dell'inchiesta nel luglio scorso, Eni e Aem dissero che i sistemi di misurazione al centro dell'inchiesta non incidono sulle misurazioni delle bollette dei consumatori. Al momento non è stato possibile raggiungerli per altri commenti. L'indagine corre in sostanza su due binari: quello degli strumenti di misurazione non approvati e quello dell'ipotesi che l'erogazione agli utenti sia avvenuta non misurando il gas con il metro cubo standard previsto dalla legge. A questo si aggiunge ora il problema del malfunzionamento dei contatori nelle case. [fonte borsaitaliana.reuters.it]
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