Scoppia la pace tra Google e le grandi agenzie di comunicazioni mondiali. Il motore di ricerca più famoso del mondo ha concluso un importante accordo con France-Presse, l'americana Associated Press, l'inglese Press Association e la Canadian Press: d'ora in poi il portale Google News, l'aggregatore di notizie della società di Mountain View, ospiterà al suo interno i contenuti prodotti dalle quattro agenzie, invece di limitarsi a reindirizzare gli utenti verso i siti che realizzano gli articoli. Google, insomma, diventa in un certo senso un editore e, soprattutto, pone fine a una querelle giudiziaria che ormai si trascinava da un paio d'anni: France Press ed AP, in particolare, avevano contestato che Google News potesse aggregare, senza corrispettivo e senza autorizzazione, notizie e fotografie prodotte dalle stesse agenzie. Le due società avevano perciò promosso una serie di richieste di risarcimento milionarie nei confronti di Google, cause che risultano ormai superate alla luce del nuovo accordo: dal punto di vista delle agenzie, infatti, il motore di ricerca ha accettato di pagare una somma di denaro (non quantificata) in cambio di un servizio d'informazione.
Gli utenti che saranno interessati alle notizie rimarranno però su un sito Google e, una volta terminato il periodo di prova, è chiaro che i cervelloni di Mountain View proveranno a monetizzare questa novità attraverso una qualche forma di pubblicità on line. Le ricerche su Google News, inoltre, dovrebbero d'ora in poi presentare molti meno articoli "doppi" (cioè con lo stesso identico contenuto) rispetto a quanto non accada oggi. Queste due mosse hanno l'obiettivo di rivitalizzare Google News, che sinora ha conosciuto un successo molto più limitato rispetto ad altri prodotti Google: lo scorso luglio negli Stati Uniti il servizio rivale Yahoo! News ha contato 33,6 milioni di visitatori unici, contro i 9,6 di Google News.
La notizia dell'intervento diretto di Google nel mondo dell'informazione non farà comunque certo piacere ai critici della società di Mountain View: il settimanale inglese The Economist ha dedicato la sua ultima copertina e un lungo articolo al problema della crescita senza limiti del motore di ricerca, che lascia aperti una serie di pesanti interrogativi in termini di concorrenza e, soprattutto, rispetto della privacy. di Gianluigi Torchiani [fonte ilsole24ore.com]
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