Fashion Portail
UtileWeb.com
apertura citazioneTutto quello che leggi sui giornali è assolutamente vero, a parte i rari casi in cui hai una conoscenza diretta dei fattichiusura citazione

Erwin Knoll


Cerca Articolo
Sabato 05 Luglio 2008
Ultime notizie

Il Governo vara la Internet Tax

Stampa Articolo Invia per E-mail ad un tuo amico
venerdì 19 ottobre 2007

Roma - Questa minaccia era proprio sfuggita agli occhi di Punto Informatico e, purtroppo, anche a quelli di molti altri. Ma non è sfuggita a Valentino Spataro, curatore di Civile.it, che in un editoriale appena pubblicato avverte tutti del siluro sparato dal Governo contro la rete in pieno agosto e approvato formalmente dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 ottobre.

La novità è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al
Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Registrazione che porta con sé burocrazia e procedure.

Il
testo parte bene, spiega che "La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell'informazione affermato dall'articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati".

Bene, anche perché esplicita che si parla di editoria e non, ad esempio, di pubblicazioni spurie prive di intenti editoriali, come può esserlo un sito personale. Il problema, come osserva Spataro, è che poi il testo si contraddice quando va a definire cosa è un prodotto editoriale.

Una definizione che chi legge Punto Informatico da almeno qualche anno sa essere già oggi molto spinosa e che, con questo disegno governativo, assume nuovi inquietanti connotati:

"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" (art 2, comma 1).

Chi avesse ancora dei dubbi su cosa sia prodotto editoriale può leggere il comma seguente del medesimo articolo, che stabilisce cosa non è prodotto editoriale:

"Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico".

Chi ritenesse che questa definizione non si applichi, per esempio, al proprio blog personale dove pubblica di quando in quando un post, dovrà ricredersi passando al comma successivo dell'articolo 2, il terzo comma, che recita:

La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Il Governo, nel redigere questo disegno di legge, non si è dimenticato, peraltro, dei prodotti editoriali integrativi o collaterali che sono quei prodotti, compresi quelli discografici o audiovisivi, che siano "diffusi unitamente al prodotto editoriale principale".

Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato. Ed invece dedica alla cosa l'intero articolo 5:

"Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".

Un paragrafo che dunque non lascia scampo ai "prodotti" non professionali, lasciando forse, ma è una questione accademica, un micro-spiraglio a chi non ottiene o non cerca pubblicità di sorta sulle proprie pubblicazioni.

Qualcuno potrebbe pensare che il solleone ad agosto abbia giocato brutti scherzi. In realtà all'articolo 7 viene raccontato il motivo del provvedimento. Con espresso riferimento a quanto pubblicato online, si spiega che l'iscrizione al ROC serve "anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa".

Senza contare la montagna di introiti extra che il Registro otterrebbe con questa manovra, ne consegue che la giustificazione che viene addotta a questo abominio nuovo provvedimento sia la necessità di tutelare dalla diffamazione. Come se fino ad oggi chiunque avesse avuto mano libera nel diffamare chiunque altro. Il che non è, tanto che più volte siti non professionali e altre pubblicazioni online, anche del tutto personali come dei blog, e anche senza alcuna finalità di lucro, si sono ritrovati coinvolti in un processo per diffamazione.

"Potessero, - conclude Spataro - chiederebbero la carta d'identità a chiunque parla in pubblico. Su internet il controllo è più facile. E imporre procedure burocratiche per l'apertura di un blog sarà il modo migliore per far finire l'internet Italiana".

 

Vista l'enormità di quanto sta producendo questo Governo, visto anche l'impegno profuso da Punto Informatico e da decine di migliaia di utenti negli anni scorsi per cercare di tenere lontani dalla rete i tentacoli del controllo editoriale tradizionale, mi sembra doveroso lasciar qui alcune righe.

Ci troviamo dinanzi ad un provvedimento che non andrà lontano. I suoi scopi sono altri, i primi articoli del testo sono scritti malissimo: verranno riscritti, è facile prevederlo, forse persino prima che il New York Times titoli qualcosa tipo "Italia nel Medioevo" come fece quando fu approvata la legge sulle staminali.

La dimensione macroscopica dell'errore del Governo è tale, e capace di nuocere alla rimanente parte del disegno di legge, che con un colpo di bianchetto verrà consegnato all'oblìo nel più rigoroso silenzio mediatico. Presto non ne sentiremo più parlare. È già successo, si può aver fiducia che accada di nuovo.

Il punto è, evidentemente, un altro.

Sopravvivere al numero di oggi di Punto Informatico non è facile, richiede quella stessa capacità di controllo di quando si versano le imposte nelle mani della
casta perché ci faccia ciò che crede: c'è Marco Calamari che fa il punto su come le diverse leggi sulla pedopornografia negli ultimi 8-10 anni abbiano provocato una compressione delle libertà individuali, c'è Valentino Spataro che spiega a tutti come sia capitato che il Governo abbia imposto una tassa (e una serie di procedure) in capo a qualunque pubblicazione online di qualsiasi genere anche senza finalità di lucro, e c'è Francesco Rutelli che fa sapere, vivaddio, di non poterne più, lui, di Italia.it.

Come dicevo, sopravvivere è difficile. In un solo giorno vengono condensati i risultati di fallimenti plateali e costosi, sia in termini economici che di libertà individuali, nati dalla ostinata ignoranza di chi alberga nella stanza dei bottoni, ignoranza almeno riguardo alle cose della rete, volendoci limitare a quelle.

Quando andavo a scuola e sbagliavo una frase importante in una versione di greco, il mio insegnante non mancava mai di metterci sotto due righe a penna con due o persino tre "x rosse", e di conseguenza abbassava in modo sostanziale il voto finale che assegnava alla mia traduzione. Non contento, le correzioni si eseguivano sempre tutti insieme pubblicamente, ognuno cosciente e informato degli errori degli altri.

Nel caso del Governo, una penna rossa riscriverà quegli articoli ma nessun brutto voto verrà emesso. Chi è riuscito a scrivere quegli obbrobri non dovrà ammettere il proprio errore, né sarà chiamato a risponderne. Il Consiglio dei ministri che ha letto e approvato quel testo non verrà certo messo in croce per l'irresponsabilità dimostrata e l'allarme inutilmente causato. Nessuno dirà nulla a quegli esponenti governativi che parlano di
riforma eccellente.

Così vanno le cose in Italia. L'unica speranza è che noi si possa continuare a raccontarle. Passi l'essere italiani, ma non ci ridurremo certo ad agire come omertosi
pattalorrinchiti.

Paolo De Andreis

[fonte punto-informatico.it ]




1 commenti per questo articolo
Commenti RSS
Comitato per l'Ambiente di Gua
23-10-2007 21:45
Levi, TIE' !!!!!
Questa cosa informe e al contempo multiforme che qualcuno si ostina ancora a chiamare "governo" sta pensando di mettere il bavaglio alla libera informazione che fluttua nella rete. 
Il disegno di legge "Levi-Prodi" è finalizzato essenzalmente a questo: sancire l'obbligatorietà della registrazione al registro ROC dell'Autorità delle Comunicazioni per chiunque abbia un blog, in modo tale da porre limiti pressochè insormontabili a privati, comitati e associazioni civiche nell'uso dello strumento comunicativo più potente ed importante, ovvero internet. 
Nemmeno in Corea del Nord si potrebbe arrivare a tanto. 
Allora cosa abbiamo fatto? Siamo andati nell'area privata del nostro blog e abbiamo modificato il profilo: ora il nostro sito è ufficialmente domicilato alle Isole Cayman e sarà ufficilamente gestito da un nostro amico lì residente della cui identità non siamo tenuti a render conto a nessuno. 
Perché anche un indigeno delle Isole Cayman può avere a cuore le problematiche ambientali di Gualdo Cattaneo e gestire un blog che denunci tutte le porcate che vengono fatte sulla testa della gente... c'è forse una legge che lo proibisce? 
Oppure lorsignori vogliono isolare il Paese, come il regime birmano? 
Levi, questo "Signor Nessuno" come lo ha argutamente definito Grillo, ha fatto male i calcoli: meglio sarebbe mettere fuori legge internet o decablare l'intera penisola. 
 
Nel frattempo, invitiamo tutti i bloggers a fare come noi, portando i loro blog laddove chi specula sulle nostre vite porta i "liquidi" guadagnati sulla nostra pelle. 
Da "paradiso fiscale " ad "avamposto della libera informazione". 
 
TUTTI ALLE CAYMAN !!!




  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi e/o qualsiasi tipo di spam saranno eliminati.
  • Assicurarsi di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice in caso di digitazione errata.
Nome:
Titolo:
BBCode:Indirizzo internetIndirizzo e-mailTesto grassettoTesto corsivoTesto sottolineatoCitazioneCodiceOpen ListList ItemClose List
Commento:




Codice:* Code

Powered by AkoSuite 2007


 
Ultimi Articoli inseriti
Pubblicità
Trova Aziende
Nome Azienda o Categoria:Città:
Ricerca Avanzata
Ultimi inserimenti all'interno delle PagineBlu
- Librerie
- Allergologia
- Fornitura per albergo, bar e ristoranti
- Vendita biciclette
- Imprese edili
- Elettronica industriale
- Forniture ufficio
- Consulenza informatica
- Apparecchiature estetica
- Produzione orologi
Inserisci la tua azienda nelle PagineBlu
Sfoglia le nostre CategorieBlu
lineagrigia
Servizi per le aziende e Vendita all'ingrosso
Istruzione e formazione
Ospedali e centri medici
Politica e istituzioni
Shopping e Servizi
lineamenu
Inserisci la tua azienda nelle PagineBlu
Meteo Italia
lineagrigia
Scegli la tua città per vedere le previsioni
ilMeteo: demo automatiche
lineamenu
Guarda le previsioni del tempo del giornoGUARDA LE PREVISIONI METEO DEL GIORNO
Stampa Mondiale
linea
Stampa
Per una stampa libera
Africa e Medio OrienteAmeriche
EuropaAsia e Pacifico
Live TV
linea
Dal vivoRaiNews 24
linea
Dal vivo BBC News
linea
Dal vivoCNN International
linea
Dal vivo Sky Tg 24
linea
Dal vivoFox 5 news
linea
Dal vivo France24
linea
Su Giu
lineamenu

Cappello vignetta
La Vignetta
Potere Clericale - Clicca per ingrandire
di Alberto Bona
chiusura vignetta></td></tr>



</td></tr></table></div>
</td></tr>
 <tr><td valign=
    Torna ad Inizio pagina 
  POLITICA  |  ECONOMIA  |  SANITA'  |  AMBIENTE  |  MONDO  |  TECNOLOGIE  |  SENTENZE  |  VIDEO MAPPA DEL SITO  |  CONTATTACI  
Cerca Articolo
Aggiungi UtileWeb ai tuoi preferiti  
Sponsors
Arcoiris TvI ragazzi di LocriQui Mlano LiberaPeace Reporter Beppe GrilloGreenpeaceWWF     
© Copyright   2006-2008 UtileWeb.com
Progetto web a cura di Adriano Sacchetti  
Ottimizzato per una risoluzione 1024x768 o superiore.
Browser supportati: Internet Explorer 6.0 o successivo, Netscape 6 o successivo e Mozilla Firefox 5 o successivo.