Chi vede la Tv sui cellulari, in Italia? Il 3,2 per cento della popolazione, soprattutto meridionali e non giovanissimi. E chi la prova tende a dimenticarsi presto che cosa ha appena visto. Sono i risultati di una ricerca appena sfornata dall'osservatorio Nextplora: la prima a rilevare in modo indipendente i dati sulla Tv mobile italiana, a raccontare se e quanto è stata finora apprezzata.
Conferma quello che ormai si sentiva nell'aria: dopo la sbornia dei mondiali, la Tv mobile è scomparsa dalle pagine dei giornali e anche dalla pubblicità: non è più coccolata come prima. È qualcosa destinata a finire dimenticata, al fianco di tante innovazioni sfortunate? "Questo no; la Tv mobile continuerà a crescere, anche se a piccoli passi", dice Andrea Giovenali, presidente di Nextplora. 3 Italia è l'operatore che ha scommesso di più sulla Tv mobile (220 milioni di euro per la rete e gli studi televisivi) e sarà consolata dal sapere, dallo studio Nextplora, che ha preso la fetta più grande dell'utenza. "Il 10 per cento dei tre milioni di italiani che usano 3 come sim principale ha visto la Tv mobile almeno una volta negli ultimi 90 giorni", dice Giovenali.
3 Italia ha appena dichiarato di avere venduto finora 600 mila telefonini abilitati alla Tv; se ne deduce che il 50 per cento di loro, in media, li ha comprati ma non ne ha usato le funzioni televisive negli ultimi tre mesi. Appunto: passata la passione per i mondiali di calcio, tvfonino mio non ti conosco. "Comunque, la gran parte di quel milione e 300 mila persone che hanno usato la Tv mobile in Italia negli ultimi 90 giorni sono utenti di 3", spiega Giovenali. Gli utenti di Tv sul cellulare sono così il 3,2 per cento del totale di coloro che hanno un cellulare in Italia. "3 fa meglio degli altri operatori perché è partita prima, ha spinto di più e ha prezzi più interessanti: flat-rate", commenta Giovenali.
Nextplora si spinge oltre e fa anche l'identikit del "tvfonatore" medio. "Ha 20-34 anni, cioè un po' più vecchio del tipico utente di servizi a valore aggiunto per cellulari". Chi ama i giochi, le suonerie, gli mms è in prevalenza giovanissimo, infatti. Teenager. Ma a quanto pare le nuove generazioni sono già stanche della Tv normale, figuriamoci portarsela dietro in un cellulare.
Altri dettagli: "A usare il servizio sono soprattutto i maschi meridionali". Perché? "Ci sono due componenti, che vanno forte al Sud: il cellulare è visto come un oggetto di status e c'è molta passione per la Tv". Anche le donne usano, pur in minor parte, il Tvfonino. Ma in modo diverso rispetto agli uomini. Questi ultimi la considerano un'attività da fare in gruppo, per socializzare, a scuola, al lavoro. Magari per combattere con i tempi morti della propria professione. "L'utente più "tivufoninizzato", nel nostro campione, era un vigile urbano: lo usava durante i lunghi turni di notte". Per le donne, invece, è un'attività da fare in solitudine, in vacanza, "magari per passare in tempo in auto. Quando non guidano, ovviamente". Si spera.
"C'è poi il dato più inquietante", dice Giovenali. "Il 74 per cento degli utenti di Tv sul cellulare, interrogati non ricordavano che cosa avevano visto. Il dramma è che i contenuti evoluti su cellulare sono una megapoltiglia indifferenziata, peggio della Tv tradizionale. Il che ci fa capire che bisogna lavorare ancora tanto sui servizi".
Ci sono tuttavia speranze all'orizzonte. Nel 2008 gli Europei di calcio e le olimpiadi cinesi potrebbero dare nuovo respiro alla Tv mobile. È una buona notizia per il settore, inoltre, che proprio in questi giorni la Commissione Europea abbia deciso che la tecnologia Tv mobile standard per il Vecchio Continente debba essere il Dvb-h. La stessa adottata da 3, Tim e Vodafone. Segno che la maturità del servizio forse non è poi così lontana.
La stessa Commissione stima che nel 2011 la Tv mobile varrà tra i 7 e i 20 miliardi di euro, con 200-500 milioni di utenti al mondo. Gran parte della torta però potrebbe essere in Estremo Oriente, dove in effetti gli utenti già si contano a milioni, anche grazie al fatto che parte dell'offerta di Tv mobile è gratis. E a caval donato, si sa...
di ALESSANDRO LONGO [fonte Repubblica.it]
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