L'Istituto è situato nel Comune di Bibbiena, località Serravalle, stazione climatica a 750 m s.l.m. nel territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ed è ubicato in una zona climatica immersa nel verde.
La struttura, composta da cinque edifici vicini e comunicanti tra loro, rispetta tutte le vigenti norme in materia edilizia e igienico-sanitaria e offre grandi spazi per la vita di comunità e per le attività di riabilitazione.
Ha una ricettività potenziale di centocinquanta posti con caratteristiche di residenza sanitaria assistenziale.
La dislocazione planimetrica dei locali, la loro diversa concezione architettonica, consentono, per la varietà delle condizioni alloggiative, di accogliere persone non autosufficienti e parzialmente autosufficienti a vario titolo: anziani, handicappati, disabili psichici, in una suddivisione per nuclei da 10 a 30 posti, ciascuno dotato di relativa autonomia.
Gli alloggi hanno caratteristiche proprie delle abitazioni: campanello citofono, telefono, tv, riscaldamento autonomo, cucinotto, bagno. Le camere sono tutte ampie e luminose, nello stabile centrale hanno testaletto con ossigeno, luci, tasti di chiamata, telefono, tv. L'arredamento, curato nei particolari è pratico e funzionale e permette di realizzare un alto grado di abitabilità e non richiama l'ambiente ospedaliero; è possibile l'inserimento di arredo personale.
Il centro è finalizzato a fornire accoglimento, interventi assistenziali, sanitari e riabilitativi, idonei a migliorare o comunque a mantenere l'autonomia fisico-psichica di soggetti affetti da handicap.
Attualmente il Villaggio della Consolata ospita soggetti con i quali vengono sviluppati programmi di riabilitazione e di inserimento sociale: si tratta di persone che presentano problemi di disadattamento sociale dovuti a patologia mentale, neurologica o sensoriale.
Tali patologie unite alle difficoltà sul piano affettivo e relazionale si traducono in stati psicotici, instabilità dell'umore, rifiuto degli altri e del mondio circostante, disturbi della personalità e dell'apprendimento. Si tratta di persone che presentano alti livelli di disabilità e dunque necessitano di un sistema di supporto che ermetta di superare il circuito della cronicità.
Spesso la patologia presentata (disabilità primaria) si unisce alle cosiddette "reazioni personali avverse" per cui il soggetto perde la fiducia in sé stesso, diventa incapace di svolgere i ruoli sociali quotidiani ed assume sempre di più il ruolo di malato (disabilità secondaria); anche le carenze materiali precedenti alla malattia (disabilità terziaria) contribuiscono a rendere più complesso il problema.
Si delinea, quindi, un bisogno di riabilitazione che si articola in programmi differenziati e individualizzati a partire dalle singole esigenze di ognuno.
L'obiettivo è lo sviluppo della capacità di comunicazione (verbale e non verbale), l'acquisizione di comportamenti sociali competenti, la crescita dell'autostima e della consapevolezza di sé, l'incentivazione degli interessi e delle attività sia all'interno che all'esterno della comunità.