La peculiarità "istituzionale" dell'Azienda Ospedaliera "Cannizzaro" è quella di aver mantenuto (caso unico nella Regione Siciliana) la continuità di presenza dei propri vertici aziendali sin dalla sua costituzione (1995). Ciò ha, indubbiamente, favorito una maggiore stabilità gestionale che ha consentito il puntuale conseguimento degli obiettivi strategici e programmatici fissati dalla regione e dall'azienda stessa.
Occorre, tuttavia, precisare subito che la continuità non costituisce di per sè staticità o pericolosa tendenza alla abitudinarietà: lo sviluppo edilizio-strutturale, quello tecnologico, l'incremento di organico del personale con la previsione delle nuove figure professionali, le aumentate funzioni dell'Azienda Ospedaliera, la sua immagine all'esterno, creano aspettative nuove e parimenti impegnative nei confronti dei pazienti-utenti serviti dall'Ospedale.
Il bisogno di "reinventare" l'Azienda Ospedaliera "Cannizzaro" rinnova e dà vigore al lavoro ed all'impegno della direzione aziendale promuovendo nuovi interessi e motivazioni nei confronti di quanti vi operano all'interno.
L'innovazione, quindi, e non un senso di appiattita continuità, contraddistingueranno il prossimo triennio di conferma dei vertici aziendali di questo Ospedale.
La Direzione Aziendale ritiene pertanto di dovere dare una "forte" sterzata rispetto al passato; passato che non viene tuttavia rinnegato ma utilizzato in senso evolutivo.
La cultura aziendale è stata il centro della riforma del 1992 ispirata a criteri economistici: occorre produrre bene, al minor costo possibile, dirigendo le attività più verso la essenzialità che al superfluo.
Una siffatta attenzione verso l'economia del sistema sanitario con utilizzo abbondante degli "attrezzi" dell'economista nei servizi sanitari è operazione essenziale ed è imposta dalla limitatezza delle risorse in uno alla necessità della scelta da operare sul loro impiego alternativo.
Tuttavia è da considerare prioritario il diritto alla salute come tale garantito dalla costituzione e facente parte dei cosiddetti diritti di cittadinanza: "in quanto cittadino ho diritto alla salute". Questo ultimo obiettivo è quello che deve ispirare l'attività medica e che deve governare l'atto, l'intervento, l'operare quotidiano dei medici.
La finalità dell'Ospedale non è quindi quella di studiare ed applicare leggi e metodologie economiche ma piuttosto quella di dare risposte al bisogno di assistenza dei pazienti. L'economia è il mezzo, il paziente il fine.
Crediamo fermamente che questo debba essere non soltanto un efficace slogan ma la convinzione profonda di quanti operano in questo ospedale. La responsabilità sociale nella quale tutti insieme siano coinvolti impone la verifica della qualità di ogni nostra prestazione, senza giustificazione alcuna nella opportunità di economizzare uomini e mezzi.
La nostra coscienza va impegnata nel senso di aver fornito la migliore prestazione possibile.
Il contesto di riferimento ed i possibili scenari futuri
Razionalizzazione della spesa ed equilibrio tra la qualità delle prestazioni erogate ed i costi necessari per la loro erogazione: sono questi i principi fondanti che hanno ispirato l'accordo nella conferenza Stato-regione dell' 8 agosto e anche la seguente legge 405/2001 (cosiddetta "tagliaspesa") e che hanno poi portato alla definizione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), presenti come concetto fin dalla legge istitutiva del servizio sanitario nazionale e successivamente riqualificata del D.Lgs. 229/99. Il concetto di appropriatezza, insito nella definizione di L.E.A., implica, in via di principio, la riorganizzazione dei processi aziendali attraverso lo spostamento di risorse finanziarie ed umane dall'ospedale verso il territorio e, all'interno dell'ospedale stesso, con il più ampio ricorso alle prestazioni di ricovero diurno (day hospital o day surgery). Gli indicatori di appropriatezza, correlati anche ai L.E.A., consentiranno di verificare, invece, le capacità gestionali ai diversi livelli (management, direttori di dipartimento, responabili di struttura) e, più in generale, accentueranno la cultura manageriale all'interno del processi di aziendalizzazione attraverso una valutazione sulla correttezza dell'utilizzo delle risorse. In tale contesto non vi è dubbio che l'ospedale deve, se non vuole perdere la propria identità e indispensabilità, diventare "centro di eccellenza", come ha avuto modo di sottolineare il Ministro della Salute in occasione della visita alla nostra struttura per l'inagurazione del nuovo monoblocco (17 dicembre 2001).
Volendo ipotizzare realistici scenari futuri, non vi è dubbio che la attuale impossibità di esercitare un controllo reale sulla spesa sanitaria spingerà il governo a rivedere, nei prossimi anni, il sistema sanitario nazionale. Si affermerà probabilmente, anche sulla scia di quanto sta succedendo nei paesi anglosassoni che adottano sistemi sanitari simili al nostro, un sistema di finanziamento misto pubblico/privato. Il recente decreto sui L.E.A., seppur espressione di una visione della sanità pubblica che resta ancora prevalentemente "solidaristica" e "sociale" (in tal senso un ruolo fondamentale avranno le Regioni attraverso la delega ricevuta sui L.E.A.), va sicuramente e tuttavia anche in questa direzione determinando, in via più o meno diretta:
A) aumento di prestazioni non coperte da fonti pubblici
B) sviluppo di forme di partecipazione dei cittadini
C) sviluppo di investimenti da parte dei privati
D) sviluppo di una cultura di mercato
Per i soggetti erogatori delle prestazioni sanitarie le tendenze indicano cambiamenti che vanno nella direzione sia del cambio della proprietà sia della partecipazione del settore privato nel settore pubblico, sviluppandosi, al contempo, nuove forme di contratti e nuove regolamentazioni delle strutture amministrative. Se a questo si aggiungono gli effetti della riforma federalistica dello stato è chiaro ed evidente come il rischio del "fallimento" della struttura pubblica per inadeguatezza di risorse finanziarie e per mancanza di capacità competitiva diventa assolutamente reale.
E' quindi per questo motivo che, con grande serenità volontà ed impegno l'Azienda dovrà cercare, nel prossimo triennio, vuove forme, anche di natura istituzionale, che ne salvaguardino la mission.