Tra il secolo IX e il secolo XV l’iniziativa dei cittadini, del clero e degli ordini ospedalieri aveva favorito il sorgere di molti ospedali in Milano. Considerato il travaglio che nella prima metà del 1400 portò i vari istituti ospedalieri ad una progressiva decadenza, si decise di unificarli, dando vita al grandioso Ospedale della SS. Annunziata (più tardi detto Ospedale Maggiore) ad opera di Francesco Sforza e Papa Pio II Piccolomini.
Edificato fra il Naviglio e San Nazzaro in Brolo, nei pressi del Laghetto, l’Ospedale ideato da Antonio Averulino detto il Filarete (che vi lavorò dal 1456 al 1465), pur cominciando a funzionare ancora incompleto verso il 1500, fu portato a termine alla fine del XVIII secolo, con il concorso di altri autori.
Agli inizi del ‘900 l’Ospedale Maggiore non era più idoneo a soddisfare le crescenti necessità dei milanesi. Per questo dalle autorità cittadine e ospedaliere fu avanzata l’ipotesi di una nuova struttura.
Si diede così corso in una vasta area al di là del Naviglio alla graduale costruzione di quell’ospedale a padiglioni, che ospita l’Ospedale Maggiore con il Policlinico universitario.
Ma le esigenze della città, di anno in anno più manifeste, videro solo nel 1932 (c’erano state la guerra e innumerevoli traversie e difficoltà per tutti) avviarsi i lavori di quel "nuovo grande ospedale generale" che il Consiglio ospedaliero aveva proposto già molto tempo addietro.
Progettato dall'Ing. Marcovigi e dall'Arch. Arata, costruito a Niguarda su un'area di 338.000 metri quadri (in gran parte sistemati a giardino e parco) l'Ospedale di Niguarda si apre il 2 ottobre 1939 con una prima disponibilità di 1500 posti letto.
Nel 1977, con Legge Regionale n.50 del 19 novembre 1976 concernente lo scorporo di vari Enti Ospedalieri, l’Ospedale di Niguarda si è reso autonomo ed è stato costituito in Azienda Ospedaliera "Ospedale Niguarda Ca’ Granda" con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 4066 del 30 giugno 1994.