L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia venne fondato alla fine degli anni '20 per volontà della Società Allevatori Siciliani, del Ministero Interni e Dir. Sanità pubblica.
Adelmo Mirri fu il primo direttore; nasce a Medicina (BO) il 14/04/1900, milanese di adozione, dove si laurea nel 1925 allievo del Prof. Pietro Stazzi antesignano dell'Igiene Veterinaria.
Nonostante la differenza di cultura e di ambiente, in Sicilia l' illustre studioso si distinse subito in capacità organizzativa, famosi sono rimasti i suoi "corsi di cultura" mirati alla formazione professionale dei veterinari. Tali corsi avevano la caratteristica di essere stanziali, di avere una durata continuativa di 10 giornate e limitati ad un numero di allievi non superiore alle trenta unità.
L'Istituto sin dalla sua istituzione è stato il punto di riferimento di tutte le componenti che facevano capo alla cultura veterinaria sul territorio, con la suprema finalità della difesa sanitaria del patrimonio zootecnico, dalla sperimentazione allo studio ezio-patogenetico delle malattie infettive e diffusive, alla preparazione e somministrazione di presidi diagnostici, autovaccini, alla assistenza permanente degli allevatori ed alla collaborazione con altre istituzioni nazionali ed estere.
Sin dalla sua fondazione l'IZS ha fatto della prevenzione il suo cavallo di battaglia, Mirri affermava sempre che "molte volte il maggior successo terapeutico o profilattico è conseguente solo alla tempestività della diagnosi". Quindi l'IZS ha sempre dedicato gran parte della sua attività privilegiando il servizio diagnostico e la consulenza ed assistenza agli allevatori.
Il Prof. Mirri collaborò con tutte le Istituzioni sanitarie siciliane effettuando studi e ricerche sulle malattie infettive e diffusive degli animali domestici presenti nel territorio ed anche sulle zoonosi, un campo che nel futuro avrebbe assunto tanta importanza nell' habitat ecologico delle malattie infettive ed infestive.
Altra sfida scientifica fatta nella metà degli anni 40 è stata quella della produzione di un vaccino antivaioloso per uso umano del quale furono distribuite 12.700.000 dosi alle popolazioni dell'Italia meridionale ed insulare. Ed anche se questa specifica produzione non rientrava tra le competenze veterinarie si rese necessaria in quanto nessun altro centro di ricerca, in pieno periodo bellico, potè o volle provvedere alla produzione di tale presidio immunizzante.
Tra i lavori scientifici che ancora oggi sono di grande attualità e che meritano particolare menzione vogliamo ricordare quelli relativi agli studi "sulla presenza dei micobatteri tubercolari nelle carni" o quelli sulla Febbre Q fatti in collaborazione con altri insigni studiosi quali il Rosati ed il Caporale che ne avevano studiato la epizozia postbellica nel territorio nazionale. Sono significative, inoltre, le indagini effettuate nel campo della trichinellosi, delle brucellosi animali con tutte le indagini sulla diffusione, epidemiologia e profilassi, ma la scoperta più straordinaria è stata la messa a punto di un allergene che porta il suo nome "Brucellina Mirri" che per molti anni è stato l'unico presidio diagnostico di riferimento per un eventuale piano di controllo della brucellosi degli ovini e dei caprini.
Antesignano nel comprendere l'importanza dei disturbi della riproduzione causa di infertilità, Mirri avvia, in particolare per la lotta contro la tricomoniasi, i centri di diagnosi e di distribuzione del seme per la F.A. Con il Gerosa pubblica un manuale "La sterilità degli animali domestici" che rimarrà per molti anni uno strumento conoscitivo fondamentale per i buiatri italiani. Ma la sua opera più significativa rimane quel "Trattato sulle malattie infettive degli animali domestici" pubblicato in collaborazione con lo Stazzi, che ha conosciuto ben 12 edizioni e sul quale molte generazioni di Veterinari hanno costruito la loro indispensabile e buona cultura infettivistica.
L' IZS negli anni ha continuato questo percorso culturale mirato alla formazione del personale ed alla prevenzione delle malattie infettive e diffusive degli animali, al controllo degli alimenti di origine animale, degli O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati) ed alla salvaguardia della salute dell'uomo con particolare ed attento riferimento alle malattie comuni all'uomo ed agli animali (zoonosi). L'Istituto è ancora oggi, quindi, un valido riferimento nel panorama sanitario regionale. Prestigioso ed unico perché la sola struttura sanitaria pubblica in Sicilia certificata ed accreditata con il n. 0246 al SINAL (Sistema Italiano Nazionale Accreditamento Laboratori di prova) ed operante secondo il D. Leg. 120/92 - normativa riguardante l'ispezione e la verifica delle buone prassi di laboratorio - ed il D. Leg. 156/97 che disciplina in materia di autocontrollo e controllo della filiera di produzione dei prodotti di origine animale e degli allevamenti.
L'Istituto opera in Qualità, effettua esami di laboratorio la cui validità è riconosciuta in tutta Europa e certificata da minuziosi controlli effettuati dall'interno e dall'esterno della sua struttura "dall'aratro alla tavola", a garanzia e tutela costante della Salute Pubblica e del mondo della produzione, commercializzazione e vendita dei prodotti alimentari.
Sezioni diagnostiche provinciali (n. 4): Barcellona, Caltanissetta, Catania, Ragusa.