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in primo piano

1 dic 08

 

Meglio impiccati in Iran che sposati in Spagna

Notizie di questi giorni danno gruppi di cristiani perseguitati in India e in diversi paesi con un forte fondamentalismo islamico: le aggressioni ai religiosi e gli atti vandalici ai luoghi di culto ormai non si contano più ed il Santo Padre, preoccupato, ha lanciato diversi appelli dalla finestra su San Pietro per invitare le varie nazioni a garantire il rispetto, la libertà di culto e la non discriminazione della minoranza cattolica.
Ci mancherebbe: chi non darebbe ragione a Benedetto XVI nel momento in cui chiede di osservare i diritti dell’Uomo e le libertà civili?
La Chiesa, che si avvicina alla società con un approccio teologico, viene però ad essere fortemente discriminante ed incisiva proprio in materia di diritti civili e la classe politica, sempre attenta al bacino elettorale, preferisce andare a braccetto con il vescovone piuttosto che con l’imprenditore o l’operaio.
Ed è così che in Italia resta difficile portare avanti qualsiasi tipo di libertà civile ed individuale senza il nulla osta di Oltretevere, cosa che appare evidente nel momento in cui si affrontano le nuove frontiere dei
diritti civili.  Basti vedere la parole  di Magdi Cristiano Allam:
''Pur rispettando le scelte e le tendenze sessuali di ognuno e senza voler discriminare gli omosessuali, siamo contrari ai matrimoni gay e quindi alle adozioni di figli da parte delle coppie omosessuali''.
Non a caso dunque l’Italia resta l’ultimo paese dell’Europa occidentale, in compagnia della Grecia, a non aver legiferato in materia di riconoscimento della coppia omoaffettiva, cosa che era stata raccomandata dal Parlamento europeo ben quindici anni fa e che ha portato uno dei sette paesi più potenti della terra ad essere superato persino dalla Slovenia, dal Sudafrica, da paesi dell’America Latina e persino del Terzo mondo.
Oggi l’Osservatore Vaticano presso le Nazioni Unite, Celestino Migliore, ha sbalordito enunciando la posizione del papa re contro la proposta della Francia, la quale prevede la depenalizzazione globale dell’omosessualità; a dire del diplomatico in salsa clericale, “gli stati che non riconoscono le unioni gay verrebbero messi alla gogna”.
Oggi l’omosessualità fra adulti consenzienti viene perseguita penalmente in oltre 91 paesi (www.oliari.com/inpiu/paesi.html), con pene che vanno dalla reclusione, alla fustigazione e persino alla morte: fa un certo effetto sapere che lo Stato della Città del Vaticano plaude a queste ingiustizie,
anzi, le ammira. Addirittura per monsignor Migliore, che è il rappresentante del Vaticano davanti alle Nazioni Unite e non un punico pallino qualunque, le misure di depenalizzazione proposte dalla Francia “se
adottate, creeranno nuove e implacabili discriminazioni”, nonostante che, come tutti sanno, da che mondo è mondo, le leggi di tutela e di emancipazione servono proprio per abbattere le discriminazioni.
Nonostante si tratti di un argomento civile e non religioso, la Chiesa teme fortemente il riconoscimento delle coppie omoaffettive, proprio perché riguardano il rapporto di solidarietà e di amore fra due persone dello stesso sesso e per il papa-teologo perdere la battaglia, com’era successo in occasione di aborto e divorzio, significherebbe perdere potere, ovvero il monopolio su ciò che è bene e ciò che è male in materia di famiglia e di sentimento affettivo.
Ogni qual volta una nazione riconosce i diritti delle coppie omoaffettive, la Chiesa va in fibrillazione poiché sparisce un po’ della sua presunta competenza esclusiva; per questo motivo preferisce i gay di 18 anni
impiccati in Iran a quelli sposati e felici in Spagna. Il “meglio il figlio morto che frocio” lo dice oggi anche la Chiesa con le affermazioni di Migliore, esponente di una potentissima lobby che parla di accettazione e di
non discriminazione delle persone omosessuali, salvo nel momento in cui si arriva al dunque.
Sarà interessante vedere l’atteggiamento dell’Italia filo-papista al momento del voto della proposta francese: la classe politica italiana, di centrodestra o centrosinistra che sia, è liberale solo in economia ed
europeista solo quando si tratta di prendere i soldi dei contributi o di tutelare i formaggi.
Con uno strapotere simile della Chiesa ed un tale pallore della classe politica, i veri liberali non si sanno se sperare nella resurrezione di De Gasperi, che da statista democristiano autentico voleva una separazione dei ruoli fra Stato e Chiesa, o di Cavour, che per assicurarsene aveva usato i cannoni.

iniziative

GayLib - studi

 

Omosessualità e Quarta età

  

Prima di analizzare gli aspetti sociologici che riguardano l’anziano omosessuale, è necessario premettere che l’allungamento dell’aspettativa di vita ci porta oggi a concentrare la nostra attenzione su quella che viene definita “Quarta età”, dal momento che il miglioramento della qualità degli anni ha comportato il dilungarsi della fase di maturità dell’individuo, con la conseguente autonomia nella gestione della quotidianità e delle relazioni interpersonali.

Inoltre, come correttamente osserva Antonio Veneziani nel suo studio,

 

da poco  ci si occupa dei vecchi, ormai diventati una vera e propria categoria sociale fondamentale, anche perché in grande aumento e soprattutto perché consumano e, dunque, dall’invisibilità si passa alla visibilità e all’attenzione verso l’anziano.

 

Un’altra premessa riguarda la tipologia di individuo che andremo considerando, ovvero sul soggetto ultrasettantenne autosufficiente o quantomeno senza particolari problemi legati alla psiche o al quadro degenerativo tipico della progressione negli anni.

Il modo diffuso di percepire la vecchiaia porta a vedere nell’anziano un essere asessuato, incapace di provare sentimenti o di sostenere una relazione affettiva.

L’anziano della Quarta età “deve” limitare le sue attenzioni sentimentali a quello che è l’ambito famigliare o al massimo ad un gruppo di amici e di conoscenti.

Questa visione distorta dell’anziano è dovuta ad un retaggio culturale e tradizionale ben radicato nella società, la quale lo identifica come un essere dedito solo ai bisogni spirituali o da compatire; la stessa “Quarta età” rappresenta una novità nella storia dell’umanità: l’aspettativa di vita è infatti notevolmente e, per certi versi, improvvisamente aumentata negli ultimi anni grazie alla scienza, alle discipline specifiche ed alla medicina, anche se non sempre l’aumento degli anni ha significato il mantenimento di una buona qualità e di un buon tenore di vita..

Va aggiunto poi che nel passato non solo l’anziano, ma anche i restanti componenti della famiglia avevano un ruolo anche sociale ben definito e sicuramente diverso da quello di oggi, dove il nucleo famigliare ha subito profondi mutamenti sociologici.

Nei tempi passati la casa era il microcosmo in cui si succedevano le generazioni e nello stesso spazio e tempo vi convivevano nonni, figli, nipoti ecc. Oggi le cose sono cambiate  radicalmente e la gente vive in appartamenti monofamigliari, dove spesso entrambi i coniugi lavorano e dove non c’è spazio per gli anziani, i quali si trovano a vivere in un’altra casa (anche seguiti dalla badante), o a venir sistemati in casa di riposo. 

E’ la società stessa, il comun sentire, a mettere in disparte l’anziano in quanto individuo non più produttivo, se non “mantenuto”, ma anche a ritenere che arrivati ad una certa età non si ha diritto ad una vita sessuale o a una relazione di coppia: si provi a pensare quali cambiamenti e reazioni avverrebbero in una famiglia se il nonno conoscesse un nuovo compagno o una nuova compagna, figurarsi poi se dello stesso sesso.

(continua)

Franco Grillini

Ecce omo

25 anni di rivoluzione gentile

Rizzoli

Antonella Di Luoffo

Educazione alle omosessualità

Liberodiscrivere

Pedro Almodovar

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