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Venerd́ 25 Maggio 2012
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Rossi d'Angera distillatoriPopolare

via Puccini, 20,
21021, Angera,
(VA),
Italia
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Telefono: 0331 930248
Fax: 0331 932941
E-mail: info@rossidangera.com
Sito Web



L'azienda Rossi d’Angera produce grappa sul Lago Maggiore, sin dal lontano 1847 diretta ininterrottamente da ben cinque generazioni della famiglia, che si può ben definire una autentica dinastia di distillatori.

Il trisavolo Bernardo Rossi, sebbene esercitasse la professione di falegname, iniziò a raccogliere le vinacce della zona e, avvalendosi di un piccolo alambicco, a distillare le prime grappe. Il risultato fu così lusinghiero ed il prodotto di tale qualità che, ben presto, la grappa prodotta venne anche posta in vendita ed in breve tempo esaurita. Si narra che nell'anno 1847 - alla nascita del figlio Carlo - fu organizzata un grande festa conclusasi con un generale brindisi a base di Grappa d'Angera che, di fatto, sanzionò anche la nascita dell'attività di distillazione.

 

Sino alla fine dell'800, il lavoro di distillazione rimane su livelli semi-artigianali e circoscritto ovviamente al periodo stagionale di raccolta delle vinacce.

Nel nuovo secolo Arturo Rossi - figlio di Carlo - da' un decisivo impulso all'attività che si tramuta ben presto a livello quasi industriale.
La piccola distilleria - già ubicata nel centro storico del paese, a ridosso della piazza lungo il Lago Maggiore - viene trasferita nella nuova sede, all'ora edificata alla periferia del paese.
L'alambicco di distillazione viene notevolmente potenziato ed ottimizzato, avviata la produzione anche di liquori.
La produzione, sia di grappa sia dei nuovi liquori, si espande ben presto e trova favorevoli sbocchi commerciali anche nelle zone limitrofe di tutto il Lago Maggiore.
L'azienda, ormai ben avviata ed in espansione vive tuttavia momenti difficili durante le ostilità della Prima Guerra Mondiale: il titolare, Arturo Rossi, chiamato alle armi tra i Granatieri di Sardegna, partecipa sul Carso alla Grande Guerra e deve abbandonare alla moglie Anna e ad alcuni cognati la conduzione dell'attività e delle lavorazioni proseguite pur tra mille difficoltà e con notevole fatica.
Ancora oggi è conservata una ingiallita ed affettuosa lettera - datata 17 settembre 1918 - che Arturo scrisse dal fronte alla moglie "adorata Annuccia" con la quale la incitava caldamente a non abbandonare la distillazione della grappa per la più semplice e facile, ma meno remunerativa, raccolta del soli "vinaccioli".
Passato finalmente quel triste, lungo periodo, con il ritorno dal fronte di Arturo seguono anni di nuovo sviluppo ed impulso; viene impiantato un nuovo alambicco del tipo "Egrot Francese", avviata una piccola ma importante cantina di invecchiamento, creata una nuova linea dl liquori originali alcuni dei quali ancora oggi riproposti ed in produzione.

I prodotti della Distilleria Rossi, sempre apprezzati per la loro alta qualità, cominciano così ad essere più ricercati un po' ovunque.

Negli anni 1935/40 ad Arturo si affianca il figlio Bernardo, interessato ed attratto dalla professione del padre e degli avi.
A riprova la sua tesi di laurea in giurisprudenza, sostenuta nel 1934 presso l'Università Cattolica di Milano, verteva su "L'imposta di produzione sugli spiriti in Italia".
Oltre ad esercitare la professione di avvocato a Milano, Bernardo entra a far parte della Federazione Nazionale dei Distillatori e - tramite l'allora Ministero competente - incaricato del censimento di tutte le distillerie del Trentino ed alto Veneto. Occasione che gli permette di acquisire conoscenze ed esperienze, nell'arte distillatoria, molto ampie e complete.
Durante il periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale, la distilleria continua l'attività. La produzione è di molto ridotta e quasi unicamente basata sull'alcool - requisito dall'Amministrazione Statale e risarcito a prezzi irrisori - molto modesta è anche la distillazione delle grappe e dei liquori in genere.
Terminata finalmente la guerra, Bernardo, lasciata la professione forense, può dedicare maggiore spazio alla distilleria; partecipa con i colleghi della Federazione Distillatori ed in collaborazione con i funzionari del Ministero delle Finanze, alla stesura del Testo Unico sugli spiriti del 1951.


Collabora attivamente in azienda con il padre, assieme al quale condivide anche passione ed impegno politico che portano ambedue, a livello Provinciale, all'apice dei settori Turismo ed Agricoltura sino agli anni '60. Scomparso il padre Arturo nel 1958 a 72 anni, il figlio avvia un ulteriore rinnovamento dell'azienda: l'insegna, da semplice "ROSSI", viene modificata in Distilleria "ROSSI D’ANGERA" con marchi e logo come gli attuali.

Viene modernizzata la distilleria, ridisegnate tutte le etichette, adattate le ricette ottocentesche ai gusti degli anni '60, ricercati e conquistati spazi commerciali anche per l'esportazione.
A metà degli anni '70, oltre alla moglie Adele che già da qualche tempo collabora attivamente nella conduzione dell'azienda, Bernardo viene affiancato anche dal figlio Arturo attuale titolare della Distilleria.
Quest'ultima può ben dirsi che vanta una storia gloriosa: nel centro di Angera una antica targa di ottone introduce nella fabbrica composta da:
- uffici in stile ottocentesco, con editti e diplomi alle pareti,
- magazzini, liquorificio, locali con linea di confezionamento ed imbottigliamento,
- cantina di invecchiamento, con pregiatissime botti in rovere di Slavonia,
- locale con alambicco per la distillazione dl vinacce, frutta, erbe e radici.
 


L'Alambicco
"a bagno maria"


Di qui sono passati ospiti e visitatori di riguardo, tra i quali si ricorda ancora con deferenza il Cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI!
Gelosamente conservati nell'archivio di famiglia sono poi:
- una vecchia foto del 1957 che ritrae l'allora Arcivescovo di Milano a tavola con l'avvocato Bernardo Rossi,
- un prezioso biglietto autografo che l'allora presidente del Consiglio On. Alcide De Gasperi, dopo una visita ad Angera, scrisse a Bernardo Rossi, per la Pasqua dei 1948, ringraziandolo per l'omaggio di un campionario di prodotti: "Ne avrò per tutto l'anno - scherza lo Statista - soprattutto nelle vacanze estive quando piacciono anche le cose forti."

Altre testimonianze della lunga storia sono anche:
- telegrammi del Comandante Renato Boeri - 7a Brigata Paolo Stefanoni della Divisione Valtoce - che da Stresa, il 1° giugno 1945, ringrazia la Distilleria Rossi per aver inviato due casse di cognac ai partigiani,
- analogo biglietto di ringraziamento della Brigata Mario Greppi - distaccamento di Varano Borghi - per l'invio di altre preziose bottiglie,
- lettere di ringraziamento, inviate in diverse circostanze alla Rossi d’Angera, da parte del Senatore Cesare Merzagora, dal Ministro degli Esteri conte Carlo Sforza, dal Sindaco di Angera Giorgio Greppi, per il gradito contributo ad alcune manifestazioni.

Durante la visita Pastorale sul Verbano del novembre 1984, di S. S. Karol Wojtyla Papa Giovanni Paolo II, la Rossi d'Angera ha avuto l'onore ed il privilegio di vedere una propria bottiglia di "Grappa Riserva Personale" rientrare nei menù del pranzo offerto al Pontefice.

Grappa della Distilleria Rossi d’Angera è stata usata nel 1965 in occasione dell'abbattimento dell'ultimo diaframma del Traforo del Monte Bianco come simbolo di scambio e di amicizia, fra le maestranze italo-francesi.

In azienda, in apposita vetrinetta, sono conservate ancora alcune "bottiglie storiche". Vi sono autentiche "reliquie" come una Grappa Moscato degli anni venti, una Riserva del 1932, una grappa alla ruta del 1935 - con rametti perfettamente conservati ed ancora verdissimi dopo oltre 60 anni - una bottiglia di Fernet, una di liquore Benedectine del 1930. Inoltre una Grappa Moscato invecchiata 23 anni imbottigliata nel 1985 (confezionata in n. 1100 bottiglie numerate da cl.75), una bottiglia di Grappa invecchiata 8 anni - a ricordo del gemellaggio tra Angera e Viviers (Francia) - con etichetta riproducente gli Stemmi delle due Città e la data 23 maggio 1993 (confezionate n.250 bottiglie numerate da cl.50), una bottig1ia di Grappa Invecchiata 20 anni - ricostruita sia nel vetro sia nell'etichetta, a perfetta somiglianza con le prime confezioni risalenti al 1920 - proposta per l'anniversario dei 150 anni di attività ed imbottigliata nel 1997 (confezionate n.504 bottiglie numerate da cl.70).
 


Nel cortile dell'azienda, negli anni Sessanta


Le ricette, ancora oggi, rimangono fermamente fedeli a quelle tradizionali ancorché le vinacce - purtroppo reperibili in zona in quantità molto limitata - provengano dal Piemonte (zona delle Langhe) ed in parte dalla Toscana. L'arte di invecchiare il prodotto è e rimane sempre quella tramandata ed affinata nelle generazioni e nonostante l'avvento del 3° millennio si può affermare che i prodotti della Distilleria sembrano mantenere un filo conduttore con tutta la loro storia, anche se riveduti e corretti più volte sia nell'immagine sia nelle composizioni.

Ecco quindi
- la Grappa Riserva, invecchiata 18 mesi, cavallo di battaglia dell'azienda con più di 30.000 bottiglie all'anno,
- la Grappa Riserva Personale, invecchiata per 6 anni,
- la Grappa Suprema, sapientemente distillata da vinacce di nebbiolo e chardonnay,
- la Grappa Cruda. prodotta esclusivamente da vinacce di nebbiolo,
- la Grappa Antica, la Grappa Rustica, le Grappe Aromatizzate, che mantengono intatti i profumi e gli aromi del passato, le grappe di uso più corrente e commerciale, anch'esse non prive di specifica personalità.

Nel campo della liquoristica la costante ricerca di materie prime, esclusivamente naturali, quali le erbe aromatiche, le radici, i frutti di stagione, gli agrumi in scorza ecc. ha dato la possibilità di proporre ai consumatori ed estimatori prodotti dai gusti e profumi più esclusivi.
Ecco allora:
- l'aperitivo Spitz, a base di genziana, ricavato da una ricetta originale dei 1930 e, da quell'anno, continuamente prodotto e proposto come specialità esclusiva,
- l'Amaro di Angera,
- il Genepy Extra,
- i vari liquori ai Lamponi, alle Albicocche, ai Mirtilli, al Cedro, al Caffè, alle erbe ed agli agrumi come l'ultimo nato
- chiamato Agrumio - e composto da infusi alcolici dl scorze di limone, mandarino ed arancia.

La Distilleria Rossi D'Angera - con il proprio marchio - propone anche una ristretta selezione di pregiati vini:
- Roccia Rossa e Roccia Bianca (Terre di Franciacorta Rosso/Bianco),
- Champenoise DIROSSI (Brut Franciacorta), un omaggio ai tempi eroici in cui, il trisavolo Bernardo Rossi già verso la metà dell'800, raccoglieva le uve dei vitigni che allora rivestivano le colline d'Angera, ne ricavava del buon vino e con le vinacce distillava le sue grappe, ponendo così le basi per l'attività dei suoi discendenti.

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